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Il cliente sa cosa non vuole

Sette anni di studio web, e la domanda che ha cambiato le riunioni coi clienti. Cosa scarteresti?

Un campionario di carte da parati del 1915, aperto su due motivi
Un campionario del 1915. Scegliere scartando è più facile che descrivere.

Per quasi sette anni, dal 2012, ho avuto uno studio web tutto mio. Ho venduto, disegnato, costruito e tenuto in piedi più di 20 siti e negozi online. Da solo, quindi anche il commerciale, l'assistenza e quello che porta il caffè.

La conversazione che ho fatto più spesso era questa.

"Voglio un sito bellissimo." "Cosa vuol dire bellissimo, per te?" "Non lo so. Ma quando lo vedo lo riconosco."

Un registratore di cassa del 1918, disegnato a inchiostro
Nel 1918 il bottone per pagare si vedeva benissimo.

La domanda girata

Per anni mi ha fatto impazzire. Poi ho capito che il cliente aveva ragione. Non sapeva dire cosa voleva, ma sapeva benissimo cosa non gli piaceva.

Così ho girato la domanda. Invece di chiedere cosa voleva, mostravo qualche direzione diversa e chiedevo quale scartare. Due sparivano subito. Sulle rimanenti la conversazione diventava precisa, e si andava avanti da lì.

Il lavoro di dire cosa serve è mio. Il lavoro del cliente è dire no a quello che non lo convince, e in quello sono tutti bravissimi.

Nel prodotto funziona uguale

Se in un'intervista chiedi "quali funzioni vorresti?", ottieni risposte vaghe e una lista dei desideri. Se chiedi "quale passaggio ti ha fatto perdere più tempo questa settimana?", ottieni un problema preciso, con un giorno e un'ora.

Gli utenti sanno cosa li blocca. Il mio mestiere è partire da lì.

Cosa mi è costato impararlo

Il negozio online più bello che abbia fatto non ha venduto niente per tre settimane. Il cliente non trovava dove si pagava. Mi è costato 8.000 euro di rimborsi, ed è il primo della mia pagina degli errori.

Da allora la prima domanda che mi faccio davanti a una schermata è se la persona riesce a finire quello che è venuta a fare. Se è bella, lo guardo dopo.